LA NUOVA LEGGE SUL DIVORZIO

LA NUOVA LEGGE SUL DIVORZIO

ALCUNI SPUNTI DI RIFLESSIONE

 

 Il divorzio in Italia è stato introdotto alla fine del 1970 con la legge “Baslini-Fortuna”; successivamente (1974) fu richiesto il referendum abrogativo, che ottenne quasi il 60% di “NO”, confermando così la legge. 

In seguito sono state apportate alcune modifiche, che hanno ridotto i tempi di attesa utili per ottenere il divorzio.

Il 22 aprile scorso è stato approvato definitivamente il cosiddetto “divorzio breve”, con l’obiettivo di semplificare e accelerare le procedure per ottenere il divorzio.

Ecco alcune delle novità del divorzio breve:

- i tempi che devono trascorrere fra la separazione e la richiesta di divorzio corrispondono a dodici mesi in caso di separazione giudiziale e a sei mesi quando la separazione è invece consensuale.

  • la separazione decorre a partire dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale.
  • La comunione dei beni tra i coniugi «si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati».
  • La nuova legge non prevede quindi il divorzio immediato, ma rende ancora necessario il periodo di separazione, seppur abbreviato. I costi saranno notevolmente ridotti, soprattutto per quanto riguarda le spese legali.

 

Alcuni spunti di riflessione

 

Le modifiche che la legge offre rendono senz’altro più facile il percorso di separazione e divorzio, per cui alcuni si chiedono se tutto questo si tradurrà in una maggiore superficialità nel decidere la rottura dei legami.

Poniamoci quindi alcune domande:

La riduzione dei tempi e dei costi solleciterà i coniugi in conflitto a decisioni affrettate e superficiali?

Aumenteranno i matrimoni, visto che separarsi sarà più facile?

La famiglia perderà il proprio valore? Che fine farà il senso di responsabilità e la cura dei legami? 

In realtà si tratta di un traguardo importante che avvicina l'Italia al resto dell’Europa; è un segnale di civiltà, che, ci auguriamo inizi a porre ostacoli alle guerre interminabili tra ex coniugi, a percorsi giudiziali che assomigliano a giochi perversi, che hanno come esito livelli profondi di sofferenza sia negli adulti sia nei figli.

La riduzione dei tempi non riduce l’importanza del legame, ma ne facilita la trasformazione là dove è necessario interrompere la relazione coniugale, ma è indispensabile procedere con la condivisione della genitorialità.

 

I servizi del territorio

 I percorsi di aiuto rivolti ai coniugi che hanno deciso di intraprendere la scelta della separazione dovranno essere potenziati. In molte aree europee è “normale” rivolgersi agli esperti per essere aiutati ad affrontare un momento così complesso; in Italia è da molti considerato un atto di debolezza, una dimostrazione della propria incapacità.

Quando la coppia ha figli è, a maggior ragione, opportuno confrontarsi con l’esperto, per ricevere un supporto, per avere indicazioni su come gestire un cambiamento così importante. 

 

In quali occasioni i genitori si rivolgono all’esperto?

 

Quando i genitori hanno deciso di separarsi e hanno bisogno di consigli su come comunicarlo ai figli.

 

Quando i genitori si sono già separati, ma non lo hanno comunicato ai figli, attribuendo il cambiamento ad altre cause (spesso viene detto, ad esempio, che il babbo è fuori più a lungo per motivi di lavoro, ecc.).

 

Quando i figli presentano difficoltà o sintomi particolari, che cambiano a seconda dell’età (possono essere difficoltà di alimentazione, problemi di comportamento a scuola, somatizzazioni, ecc.).

  

Quali sono i percorsi di aiuto più indicati?

 

La terapia di coppia, quando i coniugi ritengono di doversi ancora confrontare prima di decidere in merito alla separazione.

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La Mediazione familiare, quando la coppia ha deciso di separarsi e ha necessità di essere aiutata attraverso un intervento neutrale, che offra la garanzia di un passaggio più sereno dalla coniugali alla genitorialità.

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 La terapia familiare o la psicoterapia individuale, quando il dolore della separazione diviene intenso al punto da rendere necessario un intervento di aiuto e di cura.

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La terapia della separazione e del divorzio

 

Ci sono situazioni in cui può essere di grande aiuto un percorso terapeutico che aiuti l’individuo, la coppia o la famiglia ad affrontare la sofferenza e a elaborare i conflitti, per poter di nuovo guardare avanti con la fiducia nel futuro e nei legami.

 

- Come si può affrontare la vita e la quotidianità dopo la separazione e il divorzio?

 

- In che modo condividere la genitorialità offrendo ai figli coerenza e senso di fiducia?

 

- Come affrontare le difficoltà che i figli incontrano in un momento così difficile della loro vita?

 

- Come gestire il cambiamento nelle famiglie ricomposte?

 

- Come superare incomprensioni e distanze con le famiglie di origine?

 

Questi e altri possono essere i problemi da affrontare in un percorso che consenta di riconoscere i bisogni e di riattivare le proprie risorse.

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A cura di Monica Pratelli, psicologa e psicoterapeuta, Centro Method, Perignano (PI) 

 

 

 

 

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