Prepariamoci al rientro a scuola

Prepariamoci al rientro a scuola

 

Mancano ancora due settimane, poi la scuola riaprirà e cambieranno le abitudini dei bambini. La sveglia che strilla al mattino, lavarsi, vestirsi, ricordare tutti i materiali da portare, affrettarsi per arrivare in tempo… ritardare.

Tutto riparte da capo, dopo tre mesi; un lungo tempo in cui i bambini si sono dedicati a tante cose costruendo nuove abitudini, che ora devono di nuovo essere modificate.

 

  • Le cose da evitare

 

Ricordare continuamente ai figli che “la festa è finita”, che “quest’anno bisogna impegnarci di più”, che “le cose saranno più difficili” ed altro ancora.

 

Intimorire per l’eventuale presenza di insegnanti “scomodi”.

 

Criticare gli insegnanti ricordando le esperienze passate.

 

Sgridare continuamente per i compiti non finiti.

 

Fare i compiti al posto loro.

 

“Travasare” dentro di loro la nostra preoccupazione.

 

Far terminare prima le vacanze, così i bambini si abituano.

 

  • Le cose da fare

 

Concordare con i bambini una graduale ripresa delle vecchie abitudini, ricercando e condividendo alcuni cambiamenti: ad esempio andare a letto cinque minuti prima ogni sera, apparecchiare per la colazione, fare l’inventario dei materiali necessari e predisporli evitando di giungere sprovvisti all’ultimo momento.

 

Continuare a dare spazio al tempo libero e facilitare l’incontro con i compagni di scuola, in modo da riattivare un rapporto che, spesso, in estate si sospende.

 

Parlare della scuola in modo positivo, magari raccontando episodi piacevoli avvenuti gli anni precedenti.

 

Dare spazio alle emozioni, aiutando i bambini a condividere i propri stati d’animo (timore delle nuove difficoltà, compagni indesiderati, ecc.), ma ricercando insieme a loro le possibili soluzioni.

 

Parlare un po’ di noi, di quando eravamo piccoli come loro, di quando eravamo in vacanza, di ciò che facevamo, di quello che provavamo quando mancavano pochi giorni all’inizio della scuola.

 

Se i compiti non sono ancora finiti, sfogliamo i libri delle vacanze insieme a loro, vediamo con loro che cosa manca e decidiamo il da farsi. Riconosciamo che questa volta non siamo riusciti a organizzarci bene, individuiamo i punti di debolezza, ma mettiamo in atto una “sanatoria”. Se i bambini non hanno difficoltà, stimoliamoli a eseguire le attività più complesse (ogni tipo di attività, di solito, viene proposta in una sequenza graduale e gli ultimi esercizi sono più difficili dei primi); se essi riescono in quelle, è scontato che saprebbero svolgere anche le più semplici.

 

Se sono rimasti tanti brani da leggere, facciamolo noi al posto loro; non è un esercizio di lettura, ma un esercizio di ascolto e comprensione molto utile e “affettivo”, perchè, in quei momenti, si crea un momento di condivisione affettiva insostituibile.

 

Rivediamo insieme a loro le esperienze vissute durante le vacanze, attraverso le foto, gli oggetti, i ricordi. Servirà per le prime conversazioni al momento del rientro, ma, soprattutto, per lasciare dentro di loro una traccia indelebile di un momento importante della loro vita, fatto, forse, di delusioni, noia, fatica, ma anche di amicizie, giochi, luoghi da non dimenticare. 

 

E poi, non dimentichiamo mai che a scuola andranno loro, che noi potremo affiancarli, sostenerli, contenerli, ma non sarà opportuno sostituirci a loro né vivere le loro esperienze con i nostri occhi.

 

Buon rientro a tutti!


A cura di:

Istituto psico-medico-pedagogico CENTRO METHOD 

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